Il fascino dell’elica raddoppia: bimotori passeggeri

emb120 Quando il vero simmer comincia a conoscere a fondo il proprio cessna 172 con cui ha imparato a volare, riuscendo a governarlo e utilizzare bene tutta la strumentazione di bordo, si comincia ad avere voglia di nuove sensazioni e la prima tra tutte è la velocità: ecco quindi vedere appassionati che passano subito al 747, oppure prendono il comando degli Airbus passando da piloti a “pigiabottoni” informatici. Ma esiste una via migliore per arrivare ai grandi liner, passare un pò di tempo sui turbo elica che offrono grandi velocità e prestazioni con la calma che permette di valutare le situazioni e utilizzare i comandi con manualità, assistiti da moderni aiuti restando ai comandi di un docile aereo.

Da questa fase sono passato anche io, anni fa con il Flight Simulator 2004, stanco di rischiare di addormentarmi nei voli con il mio fido C172 sono passato come molti al Baron 58 che dava non poche soddisfazioni consentendo una buona velocità e mantenendo una quota tale da gustarsi comunque il panorama. L’unica pecca di questo mulo dell’aria è difficoltà con cui si attraversano le alpi, arrivare sopra al brennero in direzione Innsbruck e vedere l’indicatore della velocità abbassarsi sempre più non è molto rassicurante!

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Il discorso cambia completamente quando si installano degli aerei a pagamento, che hanno una aerodinamica e delle prestazioni basate su calcoli e reali e non solo da file di configurazione, già ad esempio il passaggio dal Cessna 172 al Carenado 182 RG ( con il carrello retrattile ) equivale al cambio tra uno scooter ed una moto, ma le sensazioni più avvincenti le ho viste ai comandi del Cessna 441, un bimotore con doppio turbocompressore.

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Il passaggio ai grandi aerei ad elica non è cosi naturale per tutti, perchè il il richiamo delle turbine è forte ma il fascino dell’elica e con i vantaggi di una quota e velocità che lasciano ammirare il paesaggio è innegabile.

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Questo articolo nasce col proposito di elencare agli appassionati quanti e quali sono i bimotori, che in realtà dovremmo chiamare turboelica perchè costituiti da due turbine che fanno girare le eliche e non come potrebbe far pensare il nome da motori turbocompressi.

Gli aerei che voglio illustrare sono:

  • Il piccolo embraer EMB-120
  • il veloce Do-328
  • l’affidabile ATR 72-500
  • il grande e robusto Antonov AN24
  • Il potente SAAB
  • Il Dash-8 piccolo regionale
  • infine il BN2 che arriva ovunque

Non posso negare il mio amore per l’ATR con il quale sto viaggiando in tutta la penisola nelle più disparate condizioni meteo, divertendomi come non mai.

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Ad esempio l’ATR 42 e il Dornier 328 sono praticamente uguali, chissà cosa fa scegliere le compagnia a comprarne uno piuttosto che l’altro.

Di questi aerei credo ci si innamori, per robustezza e semplicità cosi come si può fare nel mondo della simulazione provando questi aerei, che anche in versione payware possono essere usati per qualche giorno o con funzionalità limitate, e poi se nasce il feeling diventare il vostro mezzo alla scoperta di ogni aeroporto nel raggio di un migliaio di kilometri dal vostro hub casalingo.

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Spero di avervi dato un ottimo spunto per provare qualcosa di nuovo, infie vi segnalo che IVAo quest’anno grazie all’amico Massimo Totaro ha realizzato il giro d’Italia dedicato ai turboelica, che va a toccare tutti gli aeroporti cosi impervi da proibirne l’uso ai liner convenzionali. Un giro che potete fare anche senza collegamento online, per testare le vostre capacità di “tenere” questi bestioni con le vostre mani.

 

Luca Spedo

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