L’Altimetro e il QNH

altim80Iniziamo a scoprire uno a uno gli strumenti che compongono il cockpit del nostro aereo partendo dall’altimetro. E’ lo strumento che ci segnala la quota ( in piedi ) a cui stiamo volando. Misura infatti la distanza verticale in piedi dal suolo.

L’altimetro non si basa sul mare ma sulla pressione, a seconda della pressione di riferimento che viene inserita nell’altimetro quello ti indicherà una determinata quota.

Premendo il tasto B sul simulatore, viene impostata la giusta pressione che corrisponde allo 0 rispetto al terreno nel momento in cui l’aereo vi è parcheggiato.

Nella realtà invece può essere impostato su diversi valori, in aeronautica si chiamano QNH e QFE.

Prima della spiegazione tecnica, una microlezione sull’uso e la regolazione dell’altimetro.

Prima del decollo con il nostro aereo siamo sicuramente a 0 piedi dal suolo, visto che le gomme lo toccano, ma una volta in volo la quota segnata dall’altimetro rispecchia quella dell’aeroporto da cui siamo partiti, ovvero vedremo segnato la quota non rispetto al mare ma bensi rispetto all’altitudine della aeroporto di partenza. Arrivati percio alla TA ( transition altitude ) posizionata solitamente a 5000 piedi dobbiamo effettuare il cambio con il nottolino presente sull’altimetro e riportare l’indicazione barometrica rispetto al mare che corrisponde all’indicazione 2992.

Durante la discesa verso l’aeroporto di destinazione arrivati alla quota di 5000 piedi, dovremmo regolare di nuovo il nottolino sul valore che corrisponde all’altitudine dell’aeroporto di destinazione.

Per far si che le quote in fase di atterraggio siano perfette con la realtà.

Quando si vola in rete, il QNH di arrivo e partenza lo si rileva leggendo il bollettino METAR fornito da IVAO o VATSIM.

Tratto da Wikipedia:

QFE è un acronimo utilizzato dai piloti e dal controllo del traffico aereo (ATC) che indica la pressione atmosferica ultima misurata da una stazione al suolo (normalmente sull’aeroporto).
Un altimetro correttamente impostato sul QFE indicherà l’altezza assoluta del velivolo rispetto all’aeroporto di riferimento: se l’aereo si trova sulla pista di atterraggio, l’altimetro indicherà altezza zero (Q – F – E = Q – Field – Elevation).

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Tale regolazione è necessaria nella fase finale dell’atterraggio, per avere un’idea della distanza verticale dalla pista, o essere impostato su un aeromobile che effettui circuiti in prossimità dell’aeroporto. Tuttavia, è scarsamente utilizzato, anche se si può settare per convenienza il QFE sull’altimetro di back up o di riserva per avere anche il valore, appunto di altezza verticale. In pratica avremo: altimetro primario con impostato il valore QNH e il secondario con il QFE.

Il QNH è un codice usato dai piloti, dai controllori del traffico aereo e da alcune stazioni meteorologiche per riferirsi alla pressione atmosferica ultima misurata (QFE) e successivamente traslata al livello medio del mare (M.S.L. – Medium Sea Livel) mediante la relazione di un hectopascal ogni 27 piedi.

Se ad esempio una stazione situata a 270 piedi sul livello medio del mare misura una pressione atmosferica (quindi un QFE) pari a 1.000 hPa, il QNH di quella stazione sarà 1.010 hPa.

Inserendo questo valore nella apposita finestra dell’altimetro di bordo, questo indicherà (con una minima approssimazione) zero al livello del mare, l’elevazione dell’aeroporto in questione quando sulla pista e l’altitudine dell’aeromobile quando è in volo, anche se il dato può ritenersi attendibile solo nelle vicinanze della stazione che lo ha misurato.

Volare per altitudini può essere comodo nelle brevi tratte e alle basse quote per separarsi dagli ostacoli al suolo, la cui elevazione è indicata sulle mappe appunto rispetto al livello del mare; se usato per la navigazione richiederebbe però di essere aggiornato di frequente nel corso del volo al valore della stazione più vicina. Per questo il traffico aereo di linea e militare utilizza la Altitudine di Transizione, una altitudine prefissata che varia tra i paesi: al di sotto di essa ogni altitudine si riferisce al QNH locale, al di sopra invece ci si riferisce alla pressione standard (1013.25 hPa/mbar, 29.92 pollici di mercurio) e le altitudini vengono definite “Livelli di volo (Flight Levels)”. In molte parti del mondo il valore del QNH viene fornito in millibar o hectopascal, mentre in America del Nord invece viene fornito in pollici di mercurio.

Quando si vola a quote tali che gli ostacoli al suolo non costituiscono più un problema, la necessità diventa quella di separarsi dagli altri aeromobili e quindi tutti gli altimetri del mondo vengono regolati sulla pressione standard 1013,25 hPa.
Tale valore rappresenta la pressione atmosferica al livello del mare in quella che l’ICAO ha definito Atmosfera Standard Internazionale.

Quando utilizzano la regolazione altimetrica standard, gli aeromobili volano per livelli di volo e l’isobara 1013,25 hPa costituisce il livello di volo zero.

Spesso il l’indicazione standard viene erroneamente chiamato QNE. In realtà il QNE non è un valore di pressione, bensì un valore di livello isobarometrico (livello di volo o FL flight level).

Alle basse quote si utilizza il QNH per separarsi dagli ostacoli, ma il QNH è un valore approssimato e ci sono aeroporti (come quello di Città del Messico ad esempio) la cui elevazione è tale da non poter più considerare tale errore accettabile.

Si tiene allora vicino alla pista un altimetro regolato su 1013,25 hPa e si legge la quota indicata: tale quota è il QNE. Il pilota in atterraggio manterrà la regolazione standard, dato che il QNH non è attendibile, e informato del QNE saprà quale quota l’altimetro di bordo dovrà indicare una volta al suolo; una rapida sottrazione rivelerà la quota dell’aereo; un po’ più macchinoso, ma molto più preciso.

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