Manutenzione Multipanel Saitek

Stavo volando sull’adriatico, qualche sera fa, quando ho acceso l’autopilota del Pilatus per andare a prendermi una birra ( una delle cose migliori della simulazione è proprio alzarsi e sgranchirsi in volo ) perciò accendo l’AP del pannello Saitek che contiene tutti i comandi del pilota automatico, imposto la quota e click … non succede nulla.
Panico a bordo, ma dopo qualche momento vedo il fido PC12 che prende la via dell’alto per raggiungere i 19000 piedi. Ci volle poco per realizzare che la spia ALT del pannello sia defunta.

Passato lo sconforto iniziale, si è passati alla rabbia, per non aver speso 10€ al momento dell’acquisto in Saitek che avrebbero dato vita ad una garanzia supplementare che consente la sostituzione del pezzo a costo zero. Uno dei motivi di questo articolo è proprio per consigliarvi sempre di aumentare l’estensione della garanzia ove possibile specie quando per la riparazione si debba ricorrere a spedizioni internazionali.

ATTENZIONE: le istruzioni sottostanti sono dedicate a chi ha un minimo di esperienza ed attrezzatura, altrimenti meglio chiedere l’intervento di un amico o contattare il sottoscritto.

In ogni caso da buon elettronico, senza perdermi d’animo o cominciato a rigirare il pannello per capire come lo si potesse aprire per affrontare la riparazione.  Anche se viene da pensare che debbano essere tolti i pomelli e i bulloni sottostanti per favorire l’uscita dello stampato, in questo caso non serve.

Si devono togliere le 8 viti posteriori, infilare una lama di taglierino nella fessura tra i due gusci e con un movimento a bilanciere ogni 4/5 centimetri cercare di far uscire le linguelle  che fissano la parte frontale con quelle posteriore.

Fatto questo si scopre il circuito stampato che va rimosso delicatamente, dopo aver tolto le viti che lo serrano al pannello frontale. Fate attenzione che i fili di collegamento ai connettori e al display sono corti e privi di connettori, perciò bisogna girare lo stampato delicatamente per individuare il LED passato a miglior vita per rilevare con certezza i terminali che dovranno essere dissaldati sul lato opposto ai componenti.

Noterete che si tratta di un LED a testa piatta, pressoché introvabile da noi, sostituito comunque egregiamente da uno bianco ad alta luminosità del costo di circa 1 euro.

Per togliere lo stagno e rimuovere il led originale serve una discreta pratica, un saldatore a punta sottile da poca potenza, meglio ancora un 25 watt alimentato a 12 volt e una trecciola di rame che assorbirà lo stagno in eccesso come fosse una carta assorbente, per farla basta tagliare una decina di centimetri della treccia esterna del cavo TV e schiacciarla come una listarella di rame, appoggiandola sopra lo stagno fuso, questo rimane attaccato alla treccia nella sua quasi totalità.
Se ciò non avviene, non insistete troppo sullo stampato, ma aspettate sempre che si raffreddi prima di ritentare:
si rischia di danneggiare il sistema delle piste di rame con la conseguente interruzione dei collegamenti tra i vari componenti.

La costruzione è comunque ben curata, mancano alcuni aiuti come potrebbero essere stati i connettori, ma dato il prezzo di vendita non troppo elevato, si può soprassedere. Personalmente sento la mancanza del commutatore doppio, nel quale la parte inferiore muove le decine e le centinaia e quella più piccola superiore varia le unità come nel reale, o nelle ricetrasmittenti dei radioamatori, ma credo valga il discorso fatto poc’anzi sul costo finale del pannello.

Va detto che l’utilizzo di questo Multipanel, specie se abbinato ai sui fratelli, rende ancor più realistico e coinvolgente questo hobby senza dover affrontare costi eccessivi.

In caso di guasto, la sostituzione di questo tipo di componenti rimane una soluzione fattibile seppur delicata.

Resto a disposizione in caso di dubbi o maggiori informazioni

Luca Spedo
I-SPEL

2 Comments

  1. Gabriele Monetti 4 agosto 2011
    • lucasAuthor 4 agosto 2011

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