Recensione Parrot Swing

Oggi parliamo del Parrot Swing, minidrone della nota casa produttrice Parrot. 
Abbiamo avuto modo di provare per un periodo di tempo questo fantastico minidrone.  
Il 2016 per Parrot è stato un anno pieno di grandi eventi e grandi lanci. Partendo dal Bebop 2 FPV , passando poi al Parrot Disco , il primo aereo ad ala fissa Parrot, andando poi a completare la gamma dei minidroni con lo Swing e con il Mambo , altro minidrone “evoluzione tecnologica” dei modelli 2015. 

Possiamo dire che Parrot , sempre molto attenta alle esigenze dei consumatori , in tutti questi anni ha dimostrato la grande capacità di adattare i propri prodotti alle esigenze sia dei principianti che degli esperti dronisti.  

Nonostante i confusi cambi di normative di volo alle quali ENAC ci ha abituati in questi anni , Parrot è sempre riuscita a “sfornare” prodotti di alta qualità e di rispetto delle norme vigenti.  

Parrot come gia’ sottolineato in precedenti articoli è paragonabile alla “Apple” dei Droni. Grazie alla qualità del materiale con il quale costruisce i suoi prodotti e anche alle APP con le quali completa l’ offerta, possiamo dire senza dubbio che fino ad oggi ha sbaragliato i suoi diretti concorrenti. 

Oggi abbiamo la possibilità di parlarvi del suo minidrone , lo Swing. Forse è un pò riduttivo chiamarlo drone e ora ne spieghiamo il motivo. 

Come si puo’ notare ha il corpo da minidrone classico di Parrot generazione 2015 ma i 4 motori sono montati su delle superfici alari molto lunghe. Queste permettono al drone di volare come un velivolo ad ala rotante ma anche come un velivolo ad ala fissa cambiando facilmente la modalità dal telecomando (FlyPad) in dotazione nella nostra versione di prova. 

Il telecomando , anche se è riduttivo chiamarlo cosi’, è piccolo ed ergonomico. Studiato per un uso intensivo, costruito con materiale molto resistente e molto semplice da usare. Assomiglia al nuovo SkyController 2 che Parrot include nei fratelli maggiori del Parrot Swing.  
Sulla parte frontale del FlyPad troviamo i due stick (soliti stick di comando) e il bottone di accensione dello stesso. Questo ha anche l’ utilità di notificare lo stato di batteria dello Swing . 

La dotazione comprende ovviamente drone, FlyPad Parrot , batteria per lo Swing , manualistica ed eliche di ricambio.  
Se proprio vogliamo trovare un difetto al packaging , visto che le superfici alari sono di materiale EPO, struttura in polipropilene rinforzata con aste in carbonio  e quindi molto delicate , sarebbe stato bello averne un paio come ricambio nel caso non sopravvivano ad un atterraggio “rude”. 

Il Parrot Swing puo’ essere usato sia con il Flypad ma anche con un classico smartphone Apple o Android o addirittura con la coppia smartphone / FlyPad! Grazie al supporto per smartphone compreso nel FlyPad.  

Questa curiosa e innovativa modalità è molto utile a mio parere e offre una ottima guida precisa grazie ai precisi Stick del Flypad combinati con una dettagliata serie di dati telemetrici visibili attraverso l’ App FreeFlight Mini , scaricabile gratuitamente dallo store Apple e dallo store Google Play. 
La portata massima del segnale è di 20 metri usando lo smartphone e di 60 metri usando il Flypad. 
Lo Swing ha un accelerometro a 3 assi e un giroscopio a 3 assi. La stabilizzazione verticale viene data dalla telecamera a 300000 MP mentre la stabilizzazione orizzontale viene data dal sensore di pressione e sensore ad ultrasuoni. 

L’ Autonomia della batteria è di 8 minuti e 30 minuti il tempo di carica completo. 

Ora passiamo alle prestazioni di volo e alla prova vera e propria. 

Abbiamo iniziato la nostra avventura con il Parrot Swing in una ventosa giornata primaverile.  

Subito al primo impatto è stato facilissimo adattarsi ai comandi dello Swing. Classici stick , classici trucchetti per alzarsi in volo.  
La partenza è stata un pochino problematica per l’ effetto suolo che abbiamo riscontrato. Solo qualche secondo di instabilità e poi via veloci come il vento …. 
Grazie ai sensori per la stabilizzazione , siamo riusciti a tenere il controllo del leggero Swing senza grosse difficoltà . 

Abbiamo iniziato la prova con la modalità quadricottero. In questa modalità il drone ci è parso molto stabile e lento , ma precisissimo nei movimenti e molto ubbidiente nell andare dove gli stavamo dicendo di andare.  

Successivamente abbiamo provato anche la modalità Aereo , grazie al semplice shortcut di tasti sul Flypad per il passaggio da una modalità ad un’altra.  

Possiamo dire che il Parrot Swing si è trasformato da un ottimo drone per principianti ad un velocissimo “caccia” che sicuramente puo’ soddisfare anche i palati fini degli appassionati piu’ esigenti.  

Infatti il PArrot Swing, grazie alla modalità aereo, strizza l’ occhio ad un utente piu’ esperto, dando prova della sua velocità nelle manovre e della sua precisione alle alte velocita’ . 30 kmh sembrano pochi, ma sul Parrot Swing sembra una velocità supersonica, visto il suo piccolo peso e la sua maneggevolezza. 

Per l’ atterraggio di fine prova siamo ritornati alla modalità automatica (modalità quadricottero), che grazie all ottimo firmware e al bilanciamento del software è la modalità che consigliamo a chi è un novizio in questo hobby. 

Concludendo possiamo dire che il Parrot Swing è un drone affidabile, divertente e molto ben progettato. 
Curato nell aerodinamica, nella parte meccanica, grazie a 4 motori micro che hanno potenza da vendere e nel packaging. Discorso che vale ovviamente anche per il comparto software con il ben congeniato FreeFlight Mini (App) che grazie anche all aiuto del FlyPad riescono a trasmettere emozioni che fino ad oggi erano inavvicinabili ai meno esperti. 

Il prezzo è di 129 Euro . Per maggiori info visitate il sito Parrot. 

Un grazie a Parrot e alla genzia di stampa BPress 

A cura di Fabio Merlo